Buona idea! Una pianta invasiva del lago Naivasha in Kenya può diventare bioplastica
Grazie al giacinto d’acqua, una pianta invasiva che soffoca la fauna acquatica sono stati realizzati sacchetti biodegradabili e compostabili.
Si chiama giacinto d’acqua ed è una pianta altamente invasiva che rappresenta una piaga per il lago Naivasha, in Kenya, dove sta soffocando la fauna acquatica e compromettendo la pesca. La pianta – leggiamo su Africarivista - è in grado di ostruire sistemi idroelettrici e di irrigazione, causando un danno enorme alle popolazioni, non solo per chi vive nelle vicinanze. Oggi per rispondere alla minaccia un’azienda locale ha deciso di trasformarla in bioplastica.
L’idea
L’idea è della compagnia kenyota HyaPak Ecotech. Il suo fondatore Joseph Nguthiru ha creato un prodotto biodegradabile che può sostituire la plastica monouso e ha ricevuto riconoscimenti internazionali. Il Kenya ha messo in atto dal 2017 una politica di tolleranza zero verso la plastica, introducendo una legge che vieta le borse di plastica monouso. Nel 2020 sono stati vietati anche tutti i plastici monouso nelle aree protette. Nguthiru con la sua azienda lavora con i pescatori locali che raccolgono la pianta per venderla, e sta espandendo la sua attività per contribuire alla riforestazione e alla protezione dell’ambiente.
Secondo il Global Forest Watch, negli ultimi vent’anni il Kenya ha perso il 14% della sua copertura forestale. Un programma di riforestazione attivo nel Paese intende piantare 15 miliardi di piantine su terre degradate entro il 2032. In questo contesto l’azienda di Nguthiru si inserisce positivamente: il suo intento è fornire i sacchetti biodegradabili e compostabili ricavati dal giacinto d’acqua affinché diventino il luogo in cui crescere e essere trasportate. La bioplastica, sottolinea Nguthiru, non inquina e oltre a smaltirsi con il tempo, è capace di attivare un processo positivo per il suolo.