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Studio. Ecco perché in Africa il fotovoltaico galleggiante è meno impattante dell’idroelettrico

where Milano when Mer, 24/04/2024 who roberto

Lo studio del Politecnico di Milano pubblicato su Nature Energy evidenzia il potenziale del fotovoltaico galleggiante nell’affiancare e sostituire l'idroelettrico nella transizione energetica in Africa

I pannelli fotovoltaici solari galleggiantifotovoltaico-galleggiante.jpg (fpv, floating photo voltaic) sono una soluzione per aumentare l'energia rinnovabile nel futuro mix energetico dell'Africa, riducendo gli impatti sugli ecosistemi e sulle comunità rispetto alla costruzione di nuove dighe idroelettriche.  Lo sostiene il lavoro condotto dai ricercatori dell’Environmental Intelligence for Global Change Lab guidato da Andrea Castelletti al Politecnico di Milano, che ha analizzato la tecnologia nel sistema energetico africano.

 
Lo studio
Lo studio, pubblicato su Nature Energy, è tra i primi a esaminare la tecnologia su scala continentale, scoprendo che i pannelli fotovoltaici galleggianti installati nei bacini idrici esistenti potrebbero produrre tra il 20 e il 100% dell'elettricità prevista dalle dighe idroelettriche già progettate in Africa. Utilizzando un modello di pianificazione energetica all'avanguardia, che copre l'intero sistema energetico del continente, i ricercatori hanno scoperto che il fotovoltaico galleggiante è competitivo in termini di costi rispetto ad altre fonti rinnovabili e quindi costituisce un elemento chiave del futuro mix energetico dell'Africa. I ricercatori hanno condotto uno studio sul bacino idrografico transfrontaliero dello Zambesi, scoprendo che gli investimenti previsti per la costruzione di tre nuove dighe potrebbero essere impiegati in modo più efficiente integrando l'offerta energetica con il solare galleggiante. Rispetto alle soluzioni intensive, come le dighe, questo approccio ha comportato una variabilità nell'offerta di elettricità inferiore del 12% ed è risultato più robusto contro la siccità. Gli autori sottolineano che il lavoro mette in evidenza l'importanza della pianificazione integrata delle risorse e della considerazione degli impatti transfrontalieri nel percorso dello sviluppo sostenibile. La modellazione tradizionale energia-acqua spesso considera settori singoli come l'energia idroelettrica in isolamento. Tuttavia, questo studio presenta una modellazione multisettoriale avanzata che può rivelare e bilanciare i compromessi tra obiettivi energetici, agricoli, di protezione ambientale e di sviluppo economico all'interno dei bacini fluviali transfrontalieri. Mentre il fattore economico per il fpv è favorevole, gli autori riconoscono gli impatti ecologici e sociali del fotovoltaico galleggiante non sono ancora del tutto noti. Tuttavia, sostengono che questi impatti potenziali sarebbero molto meno gravi rispetto a quelli della costruzione di nuove dighe idroelettriche, che possono interrompere irreversibilmente l'ecologia fluviale, spostare comunità e accentuare le tensioni regionali riguardo le risorse idriche condivise.
 
I commenti dei ricercatori
"Utilizzando il solare galleggiante, riducendo la dipendenza dall'energia idroelettrica, le economie in via di sviluppo possono garantire un'offerta energetica più stabile e robusta alle incertezze idrologiche causate dal cambiamento climatico”, afferma Andrea Castelletti, professore ordinario di gestione delle risorse naturali del Politenico di Milano. “Inoltre, il solare galleggiante evita molti degli impatti negativi che nuove grandi dighe potrebbero avere sulle comunità a valle e sugli ecosistemi fluviali".
"Il solare galleggiante sta diventando rapidamente competitivo rispetto al solare terrestre, e i nostri risultati suggeriscono che potrebbe evitare la necessità di costruire molte delle dighe già pianificate per la produzione di energia idroelettrica in tutta l'Africa”, aggiunge l'autore principale dello studio Wyatt Arnold, ricercatore del Politecnico di Milano. “Questo consentirebbe alle nazioni di soddisfare le future richieste di elettricità evitando gli impatti ambientali e sociali dannosi delle grandi dighe".
"I nostri risultati suggeriscono che i benefici derivanti dall'evitare la costruzione di nuove dighe attraverso strategie di implementazione di solare galleggiante potrebbero superare i potenziali impatti negativi su altre attività praticate nei serbatoi dove si installerebbero tali pannelli, come la pesca o la navigazione turistica”, osserva Matteo Giuliani ricercatore del Politecnico di Milano, “ma è comunque necessario un impegno collettivo per continuare a migliorare la tecnologia fpv e garantire la sua implementazione responsabile attraverso processi di pianificazione integrata e coinvolgimento attivo degli stakeholder locali".
 
Lo  studio è qui: https://www.nature.com/articles/s415...

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