L’energia scende in campo. Ecco a Udine la prima community rinnovabile del calcio
Con un parco fotovoltaico da 3.000 chilowattora al giorno, il Bluenergy Stadium di Udine, la casa dell’Udinese, diventa un polo energetico verde. Che servirà anche le aziende della zona e le famiglie dei tifosi. Magda Pozzo: “Così lo stadio diventa un punto di riferimento per la comunità”.
di Matteo Cislaghi
Palla al centro e pannelli fotovoltaici. Anche il calcio si fa più green grazie all’Udinese Calcio e a Bluenergy Group che hanno inaugurato “Energia in campo”, la prima Comunità energetica rinnovabile (Cer) del pallone italiano. L’iniziativa permette a tifosi e aziende locali di condividere l’energia solare prodotta dal Bluenergy Stadium di Udine, la casa della squadra bianconera.
L’impianto fotovoltaico, recentemente completato e progettato con il supporto del Politecnico di Milano, conta 2.409 pannelli solari su una superficie di 4.615 metri quadrati. Produce mediamente 3.000 kWh al giorno, coprendo circa il 70% del fabbisogno energetico dello stadio. Il restante 30% è destinato alla Cer, offrendo ai membri (tifosi in primis) l’opportunità di beneficiare di incentivi per l’energia condivisa.
Il progetto è stato presentato nella sede della Lega Serie A, a Milano, e segna una svolta sostenibile per il movimento sportivo nazionale, tanto che l’Udinese è stata l’unica società di calcio invitata alla Conferenza sul clima di Baku dello scorso novembre.
La declinazione sociale
I proventi derivanti dalla Cer saranno devoluti all’Asufc (Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale), in particolare alla neuropsichiatria infantile per affrontare i disturbi alimentari nei minori. I fondi contribuiranno all’acquisto di materiali e allo sviluppo di attività riabilitative, inclusa l’apertura di un centro residenziale nel 2025, il primo del genere in Friuli Venezia Giulia.
I commenti
“Il completamento del parco solare e l’avvio della prima Cer del mondo del calcio segnano un traguardo nel nostro impegno per la sostenibilità”, ha sottolineato Alberta Gervasio, amministratore delegato della multiutility Bluenergy nata in Friuli Venezia Giulia nel 2002. Gervasio ricorda che l’energia che l’Udinese risparmierà “sarà reinvestita per una community che comprende aziende e supporter, con 7.500 famiglie già coinvolte”.
“La comunità energetica rende concreto il nostro progetto di stadio come punto di riferimento della comunità, dando la possibilità anche ai tifosi di fare squadra con noi per l’ambiente”, ha ribadito Franco Collavino, direttore generale dell’Udinese.
“L’alleanza con il calcio per la transizione energetica non è scontata”, ha tenuto a chiarire Magda Pozzo, senior executive della società e parte della famiglia che da anni è proprietaria dell’Udinese, “i tifosi che vengono a seguire la squadra allo stadio sono attenti al riciclo, per fare un esempio, e partecipano al progetto in modo positivo. Ma la sostenibilità passa anche dai calciatori che da tempo si sono impegnati a tenere puliti gli spogliatoi a fine partita. Un motivo di orgoglio in più per la nostra città”. In collegamento telefonico, anche il presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha mandato il suo sostegno all’iniziativa, definendo Energia in campo “un progetto all’avanguardia europea, in linea con i programmi di sostenibilità regionali”.