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Laboratorio Antartide. Inizia la missione invernale per i ricercatori italiani

where Concordia (Antartide) when Mer, 26/02/2025 who roberto

Li chiamano “winterover”: sono i 13 scienziati che trascorreranno nella base Concordia il lungo inverno antartico, dove le temperature possono raggiungere anche i meno 80 gradi. Climatologia, geomagnetismo, sismologia e perfino meteorologia spaziale l’oggetto delle ricerche. La campagna estiva proseguirà fino a marzo sulla nave rompighiaccio Laura Bassi

Spessore del ghiaccio superiore ilpersonaledella21acampagnainvernalepnraaconcordiacreditpnra-ipev.jpga tre chilometri, bassa umidità, alta visibilità e nitidezza, elevata altitudine e scarso inquinamento. Queste caratteristiche rendono Concordia, in Antartide, uno straordinario laboratorio per studi su criosfera, climatologia, chimica e fisica dell’atmosfera, geomagnetismo e sismologia, astrofisica e meteorologia spaziale. Le condizioni estreme rendono inoltre la base un prezioso avamposto per lo studio e la simulazione di problemi legati alle missioni spaziali.
Qui, nell’insediamento italo-francese, è iniziata la 21esima missione invernale del Pnra, il Programma nazionale di ricerche in Antartide, finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca e attuato dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) per il coordinamento scientifico, dall’Enea per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle attività presso le basi antartiche e dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs) per la gestione della nave da ricerca Laura Bassi.
 
Tredici “winterover”
Con un simbolico passaggio di consegne, lo station leader della campagna estiva, a Concordia, Riccardo Scipinotti (Enea) ha affidato la gestione della stazione alla glaciologa Simona Grimaldi (Università di Catania) che guiderà, come capo spedizione invernale, il nuovo gruppo di 13 “winterover” composto da sei italiani del Pnra, sei francesi dell’Istituto polare francese Paul-Émile Victor (Ipev) e un medico inglese dell’Agenzia spaziale europea (Esa).
A oltre tremila metri di altezza e a 1.200 chilometri dalla costa, i 13 scienziati trascorreranno nella base il lungo inverno antartico, nel corso del quale le temperature possono raggiungere anche i meno 80 gradi. In isolamento per nove mesi e con tre mesi di notte polare, in totale assenza di luce, il team garantirà la manutenzione della stazione e porterà avanti 14 attività scientifiche, tra progetti di ricerca e osservatori permanenti.
In particolare, l’Esa (Agenzia spaziale europea) si concentrerà su sette progetti di biomedicina. Gli stessi “invernanti” saranno sottoposti a una costante osservazione scientifica da parte del medico, che riguarderà l’adattamento fisico, psicologico e sociale in condizioni di vita estreme, addirittura considerate simili a quelle spaziali.
 
Le perforazioni della campagna estiva
A Concordia, durante la campagna estiva, si è invece conclusa la quarta campagna di perforazione del progetto europeo Beyond Epica - Oldest Ice, coordinato dall’Istituto di scienze polari del Cnr, che ha raggiunto nel corso di questa missione la profondità di 2.800 metri, dove la calotta glaciale antartica incontra la roccia. Il ghiaccio estratto conserva un archivio senza eguali sulla storia climatica della Terra, hanno spiegato gli esperti, fornendo informazioni dirette sulle temperature atmosferiche e le concentrazioni di gas a effetto serra nell’arco di 1,2 milioni di anni, e probabilmente oltre.
 
140 specialisti alla Zucchelli
Nel frattempo, mentre a Concordia inizia la campagna invernale, sulla costa di Baia Terra Nova chiude la stazione italiana Mario Zucchelli, segnando il termine della 40esima missione estiva del Pnra sulle basi antartiche, dove sono stati portati avanti 14 progetti di ricerca che hanno coinvolto 140 persone tra ricercatrici, ricercatori e personale tecnico. Le attività hanno coinvolto nove osservatori permanenti, fondamentali per il monitoraggio continuo di fenomeni legati alla climatologia, sismologia, geomagnetismo, alta atmosfera e meteorologia spaziale. Altri osservatori continueranno ad acquisire dati per il monitoraggio vulcanologico, per analizzare le modificazioni delle comunità microbiche, del permafrost e della vegetazione.
Le attività della 40esima campagna estiva proseguono fino a marzo sulla rompighiaccio Laura Bassi, che nel Mare di Ross sta conducendo altri sei progetti di ricerca.

immagini
Il personale della 21a campagna invernale PNRA a Concordia (Credit_PNRA-IPEV)